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Psicologa e Psicoterapeuta - riceve in provincia di Milano e di Varese per appuntamenti 340.12.29.738

3 attività tra bimbi e genitori che favoriscono l'espressione di paure, domande e lo sviluppo emotivo

L’espressione delle emozioni nei bambini è innata e avviene ogni giorno, dalla sveglia alla nanna, in tutte le attività quotidiane. Ma ci sono dei momenti e attività in cui si aprono finestre particolarmente interessanti per i genitori: ad esempio durante alcuni giochi e faccende. In questi minuti, per l’adulto la vera possibilità è riuscire a tessere un discorso attorno all’emozione che spunta fuori tra i disegni o le paroline del bambino. Ne parleremo insieme per capire quali sono.

1. Costruire un volto, partendo dalle parti (occhi, naso, bocca, baffi, orecchie, orecchini). Esistono libri di stickers con cui il bambino può costruire la faccia, ma potete farlo anche voi ritagliando occhi, nasi o bocche dalle riviste. Qui sono tante le abilità che lui potrà mettere in gioco: scegliere la bocca o gli occhi che preferisce, mettere le singole parti in un tutto, incollarle, notare con voi qual’è l’impressione che il viso creato ci fa. Dalla manualità fine, alla costruzione di una figura unica complessa, alla verbalizzazione di ciò che ha fatto, il piccolo in pochi minuti avrà realizzato un’attività in grado di stimolarlo. Durante il gioco, sarà importate non forzare il bambino su cosa è giusto o sbagliato sulla posizione delle parti o cosa è bello per noi o sta bene o ci sembra coerente.

Ma ora le emozioni: insieme al bambino sarà possibile commentare, chiedere o forse sarà lui stesso a farlo mentre sceglie o incolla. E’ importante ascoltare e fare domande se vogliamo, senza mostrarsi infastiditi o spaventati quando compariranno anche faccie più tristi. I più piccoli hanno sempre voglia di raccontarci perchè questa faccia è sorpresa, felice o arrabbiata.

2. Non tutti i libri sono uguali, così come non lo sono i cartoni animati o i giochi. Cambiano per età ma anche per qualità. Ci sono libri che infatti favoriscono la narrazione delle emozioni attraverso gli episodi che raccontano. Storie in cui c’è chi è stato prepotente o chi ha paura di nuotare o chi si dimostra coraggioso e altruista. I bambini, insieme a chi legge, imparano a connettere l’emozione a ciò che accade intorno a loro: un’abilità fondamentale da non dare per scontata neppure nell’età adulta! Capita spesso, con i bambini più piccoli, che le emozioni che la storia sollecita, siano il motivo per cui si legano ad una pagina, un disegno o vogliono farsi ripetere il racconto, incalzando chi legge: “ha paura?” “adesso ha ancora paura?” “adesso non ha pià paura?”. Quando vogliono girare pagina, interrompono o saltano parti, non significa che ci sia fretta o disinteresse, al contrario spesso c’è curiosità, coinvolgimento ed entusiasmo. Esempi di libri adatti a narrare le emozioni, sono i libri di Giulio Coniglio di Nicoletta Costa, facilmente reperibili.

3. Non è mai troppo presto per prendersi cura. Ovviamente, maschi compresi. Una primula o un bulbo che cresce in una tazza, oppure una chiocciola messa tra le piante di casa, sono poco impegnative per l’adulto ma permettono al piccolo di scoprire cosa significa prendersi cura. Togliere o dare una foglia, nutrire, pulire, spostare al sole, sono piccole azioni che anche i più piccino posso compiere, permettendo loro si osservare cosa accade con il passare dei giorni. Sorpresa e attesa sono le piccole gioie che queste attività regalano anche a partire dai 2 anni.

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