Neonati e musica: bisogna davvero ascoltare Mozart?
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Psicologa e Psicoterapeuta - riceve in provincia di Milano e di Varese per appuntamenti 340.12.29.738

Sono molte le leggende metropolitane, purtroppo anche riguardanti la crescita e lo sviluppo dei più piccoli.

Il cosiddetto effetto Mozart, cioè l’idea secondo cui ascoltare il celebre compositore farebbe aumentare le doti intellettive dei piccolissimi è una delle questioni più riproposte all’attenzione delle neomamme. Senz’altro l’ascolto della musica non è solo rilassante, ma può donare piacevoli momenti alla mamma e al suo bimbo, farli rilassare e accompagnare momenti di gioco o relax : tuttavia l’aumento dell’intelligenza non è dimostrato dalle ricerche.

Come mai questa idea è circolata per così tanto tempo?  Tutto nasce nel corso degli anni ’90, quando da una ricerca con studenti universitari emerse che chi aveva ascoltato il compositore aveva portato a termine il compito assegnato in modo migliore. In seguito si capì come non erano state le note a causare una prestazione migliore, ma l’attivazione emotiva associata all’ascolto di musica: in altre parole anche altri stimoli erano in grado di provocare un’attivazione emotiva simile. Ma allora cosa fare? Far ascoltare ai piccoli la musica, magari quando sono ancora nella pancia della loro mamma, oppure no? Aspettando che le ricerche diano risultati chiari, questa attività, quando favorisce nell’immediato momenti di intimità, gioco, divertimento e coccole alla mamma e al piccolo, può essere serenamente praticata secondo i gusti di chi ascolta, dal pop alle musiche rilassanti, fino alla musica classica.

 

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