Lara Franzoni 28 agosto 2014 0

Adolescenti: come capire se qualcosa non va!

Con l’arrivo dell’adolescenza, tutti i componenti della famiglia vivono un delicato momento di transizione che si manifesta il più delle volte attraverso conflitti verbali con i genitori.

Adolescenti: come capire se qualcosa non va!

Mamma e papà spesso vivono con grande stupore questa particolare fase dello sviluppo della personalità del figlio, preoccupandosi per i suoi improvvisi sbalzi d’umore, sorprendendosi dei repentini cambiamenti del corpo e a volte anche sentendosi ferito dall’allontanamento affettivo del ragazzo, che preferisce rivolgersi ad amici o estranei piuttosto che cercare aiuto nei genitori.

L’adolescente, sia uomo che donna, a sua volta ricerca la propria autonomia dalla famiglia e l’accettazione da parte del gruppo dei pari, questioni che spesso non sente comprese dal genitore, talvolta più concentrato sul rendimento scolastico o sul rispetto delle regole familiari.
Ma come si può comprendere quando il proprio figlio sta vivendo una normale fase evolutiva dell’adolescenza e quando invece mostra chiari segnali d’allarme che non vanno assolutamente trascurati?

L’aspetto relazionale, cioè quello che avviene con gli altri sia a casa che a scuola, rappresenta un’area fondamentale: se nostro figlio ha dovuto essere di supporto ad un genitore in difficoltà, se mostra di isolarsi dagli altri, se mostra una dipendenza eccessiva da un coetaneo o da altri, ecco che questi sono segnali a cui porre attenzione per poter porgere sostegno adeguato se l’adolescente di trova in difficoltà.

Una marcata chiusura, un eccessivo senso di inferiorità rispetto ai coetanei, un senso cronico di vuoto e isolamento, rabbia e impulsività che sfociano in gesti autolesivi (tagli, graffi), aggressività fisica verso gli altri, problemi comportamentali scolastici e un massiccio uso di droghe o alcool, sono potenziali indicatori di una situazione per cui è opportuno valutare la richiesta di aiuto di uno psicologo. A questi si aggiunge la mancata presenza di progetti relativi alla propria vita e la cronica assenza di interessi, come campanello di allarme di una condizione che deve essere tenuta seriamente in considerazione.

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