Lara Franzoni 26 maggio 2014 0

Psicologia della seduzione

Agganciare il partner. Le donne enfatizzano bellezza, giovinezza, salute, gli uomini mostrano posizione sociale e denaro

Psicologia della seduzione

Il primo obiettivo quando si vuole sedurre… è passare dall’essere uno dei tanti, ad essere qualcuno per quella persona: in questi momenti si tende ad esaltare le proprie qualità e a nascondere  i propri difetti o quelli che vengono considerati i propri limiti. Ciascun partner ceca di sembrare meglio di quello che è, da ogni punto di vista. Questa esibizione, pur essendo esplicita non è mai dichiarata: infatti esponendosi in maniera troppo esplicita, un eventuale rifiuto sarebbe vissuto come lesivo della propria immagine personale e della propria autostima. Per questa ragione cercando di sedurre il partner si cerca in ogni caso di non superare un confine invisibile per non essere invadenti e suscitare un netto rifiuto.

La seduzione è una vera e propria strategia il cui scopo è quello di ridurre la distanza fisica con un’altra persona, per riuscire in un secondo momento a costruire un legame intrigante ed intimo. La seduzione assomiglia ad una danza in cui

  • prima si individua e selezione un partner interessante
  • le persone cercano poi di stabilire il contatto fisico
  • infine di catturare l’attenzione, di essere visti
  • e quindi essere scelti a propria volta almeno con lo sguardo.

Nel gioco della seduzione i partner sono impegnati a ridurre l’incertezza: si assicurano di piacersi reciprocamente. In concreto la seduzione si traduce in comunicazioni diverse: per le donne solitamente lo scopo della comunicazione seduttiva è quello di enfatizzare inizialmente la propria bellezza, giovinezza, salute, mentre gli uomini tendono ad enfatizzare posizione sociale e disponibilità di risorse (come ad esempio il denaro).
Durante la seduzione i partner tendono a dire “abbastanza” ma non troppo: è infatti opportuno avere a disposizione uno spazio che consenta aggiustamenti o manovre nella necessità di ritirarsi mentre si osserva l’altro.

Per questa ragione frasi esplicite sono segnale di una cattiva strategia seduttiva: i messaggi indiretti o ambigui lasciano al partner la possibilità di continuare il gioco della seduzione o di interromperlo.
Nella comunicazione seduttiva il contatto oculare è fondamentale: può trasmettere di volta in volta disponibilità, interesse o vulnerabilità.. tanto più aumentano gli sguarda prolungati, tanto è facile che si riduca la distanza interpersonale. Così come la sincronizzazione dei gesti, cioè il muoversi insieme nello stesso ritmo, accompagna la crescita dell’interesse reciproco.

Quando la distanza si riduce il bacio fornisce sensazioni e informazioni fondamentali per conoscere e valutare e sentire il partner, per verificare se c’è reciproca intesa, nonché per favorire una condizione di intimità. Analizzando alcune ricerche è emerso che sono soprattutto le donne a impiegare il bacio come mezzo per valutare la bontà e l’affidabilità del potenziale partner: talvolta accade che una donna decida di lasciare un uomo dopo averlo baciato.
Infine una curiosità sulla voce: dalle osservazioni, i seduttori maschi più abili hanno mostrato di variare notevolmente il tono di voce nel corso del gioco seduttivo, cosa che non accade ai cattivi seduttori sempre in monotono. I seduttori hanno all’inizio una voce piena in grado di richiamare l’attenzione e trasmettere virilità, per poi passare ad un tono più dolce che favorisce l’avvicinamento.

Bibliografia
Anolli, L. (Ed.). (2002). Psicologia della comunicazione. Bologna: Il Mulino.
Anolli, L. (2009). La seduzione. Roma-Bari: Laterza.

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