Lara Franzoni 16 marzo 2017 0

Tutte le tappe di sviluppo del primo anno di vita del vostro bambino: tappe psichiche e fisiche da zero a un anno

Tutti i piccoli e grandi traguardi di crescita che vostro figlio raggiungerà già nel primi 12 mesi di vita

Tutte le tappe di sviluppo del primo anno di vita del vostro bambino:  tappe psichiche e fisiche da zero a un anno

Con il passare dei mesi il bambino acquisisce diverse competenze, capaci di metterlo in grado di relazionarsi con tutto ciò che lo circonda. Ma per capire bene come il vostro bambino si traformerà con il passare dei dodici mesi, è fondamentale comprendere bene il punto di partenza: quando nasce, lui non è una tabula rasa, cioè non è in una condizione di partenza caratterizzata dall’assuluta mancanza di capacità. Anzi! Il vostro bambino nasce con una serie di capacità che mette in gioco fin dai primi giorni, come avere una preferenza per il volto della mamma, la voce della mamma, sentire il suo profumo.

Ma non è tutto qui: gli studi degli ultimo anni confermano un’idea per molti rivoluzionaria. Il nostro bambino, fin dalle prime settimane di vita è un partecipante attivo di interazioni tra più di una persona: in altre parole, superata la visione del bambino che vede solo la figura principale di accudimento, ora sappiamo che fin dai primi mesi lui si relaziona anche contemporaneamente con più persone: pensiamo a quando lui è sulla sdraietta e si rapporta sia con mamma e con papà, girandosi una volta verso l’uno, cercando di farsi prendere in braccio e poco dopo sorridendo e tendendo le braccia verso l’altro.

Ma vediamo ora in modo più specifico quali siano le tappe di sviluppo del bambino che possono essere raggiunte fin dai primi dodici mesi:

Dalla fine del secondo mese il bambino sarà capace di riconoscere le espressioni emotive manifestate dai genitori: all’inizio in modo parziale, e in modo più completo  intorno al sesto mese, distinguaranno le espressioni facciali di mamma e papà. Questo servirà al bambino per modulare le proprie reazioni. Solo alla fine del primo anno di vita però, l’espressione contenta o corrucciata della mamma sarà un indicatore utile per il bambino per comprendere com’è la situazione esterna: quel gioco posso prendero oppure non va toccato?.

Il primo sorriso può comparire fin dalle prime 6-8 settimane: una grande gioia per tutti coloro che stanno attorno al piccolo e un modo per facilitare l’interazione tra grandi e piccini. Infatti l’adulto è molto rinforzato e contento di occuparsi di un piccolo che gli sorride beato. La prima vera risata arriverà verso i tre mesi.

A sei-dieci settimane arriva l’emozione della sorpresa: già a nove settimane i neonati sono sensibili ai cambiamenti di umore della mamma.

A circa tre mesi iniziarà a superare la fase delle coliche, con grande sollievo di tutti, vicini di casa compresi!

A tre-quattro mesi manifesterà in modo appropriato rabbia e gioia e tristezza.

Verso il quarto mese iniziarà a tenere dritta la testa per brevi momenti. Iniziarà anche a portare tutto ciò che ha in mano verso la bocca: non dimentichiamo che per il bambino la bocca è un fondamentale strumento di conoscenza. Sentirne la consistenza, il calore, il gusto con la bocca permette al bambino di avere un sacco di informazioni sull’oggetto. Più avanti poi, tenere le cose in bocca gli permetterà di trovare sollievo mentre sulle gengive spingono i primi dentini.

Fra i cinque e i nove mesi comparirà l’espressione della paura e poi la paura per l’estraneo.

Verso la fine del sesto mese potrà iniziare a stare seduto da solo e poi pian piano a gattonare. Non tutti i bambini gattonano però, altri strisceranno o si trascineranno, oppure salteranno questa fase iniziando più avanti direttamente ad attaccarsi ai mobili per reggersi in piedi.

Verso il settimo mese iniziarà la lallazione: cioè dirà una serie di sillabe (baba..ta..mama..lala..). Per allo sviluppo del linguaggio nel primo anno, abbiamo dedicato un intero articolo che puoi leggere qui: http://www.psicologiadicoppia.com/maternita/sviluppo-linguaggio-nel-anno-vita/

Intorno al nono mese potrà manifestare una particolare predilezione o attaccamento per un giocattolo.

A partire dai dieci-dodici mesi i bambini iniziano a manifestare disagio davanti a situazioni negative che riguardano altri, di cui sono spettatori: per esempio un altro bimbo che piange. Ma è solo a partire dall’anno di vita cercheranno di entrare direttamente in azione.

Il capitolo sonno riguarda un tema a parte: la nanna infatti può diventare motivo di grande stress per i genitori, causando stanchezza, insofferenza, stress e problemi di concentrazione. Alcuni bambini dormono tutta la notte fin dai primi mesi, altri molto più in là. Questo può dipende da moltissimi fattori, tra cui l’alimentazione, i ritmi, il luogo in cui dorme il bambino ecc.

E’ utile sottolineare come le due più importanti competenze maturate nel primo anno di vita siano la capacità di coorientare lo sguardo con quello dell’adulto (per esempio guardare insieme un oggetto) e inserirsi in modo alternato in turni comunicativi (io faccio una faccia e poi tu ridi, io dico una cosa e poi tu allora cerchi di ripetere ecc..). In generale possiamo dire che lo stato emotivo del genitore e la qualità della relazione, influenzano molti processi di sviluppo cognitivo ed emotivo nel bambino, in modo particolare quelli che riguardano il riconoscimento delle emozioni, la loro gestione, l’interazione con gli altri, i processi di attaccamento, i processi di coping.

Se vuoi capire meglio le emozioni dei piccolissimi leggi qui http://www.psicologiadicoppia.com/maternita/emozioni-dei-piccolissimi/

Per contattare o scrivere alla psicologa, eccomi qui http://www.psicologiadicoppia.com/contatta-psicologa/

 

Bibliografia:

Contesti relazionali e processi di sviluppo, a cura di Paola Di Blasio, Raffaello Cortina Editore.

Primo anno di vita per negati, di Gaylord e Hagen, Oscar Mondadori.

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