Lara Franzoni 28 maggio 2014 0

Maternità: perché l’ansia in gravidanza può aumentare

La maternità non è sono un periodo roseo e felice in cui aspettare il proprio bambino, per moltissime donne questo può essere un momento costellato da crisi di ansia, sia nelle donne che soffrono di disturbi d’ansia o di panico da sempre, sia tra quelle future mamme che non hanno mai sofferto di forme di agitazione.

Maternità: perché l’ansia in gravidanza può aumentare

Ogni mamma ha la sua storia, e ogni storia è diversa, ma ci sono alcune riflessioni comuni che possono essere fatte.

Un problema di libertà?
Per alcune donne la gravidanza assomiglia ad un tunnel nel quale è difficile poter prendere la propria strada autonomamente. Il pensiero di non poter viaggiare sole e libere come sempre, ma di aspettare in sé una nuova vita che dipenderà dalle nostre cure, può essere molto ansiogeno per alcune future mamme. Il timore di dover rinunciare temporaneamente alla propria indipendenza o di dover dipendere in futuro dall’aiuto di altri familiari, può essere anche questo un pensiero in grado di creare agitazione. E’ però fondamentale pensare come ci sia sempre un margine di autonomia e libertà, anche in un periodo così impegnativo: scegliere che genitore si vorrebbe essere o scegliere come accogliere in casa il proprio bebè sono ad esempio alcuni modi con cui continuiamo a prendere la nostra strada in autonomia. Inoltre, il legame con il piccolo e il legame con il papà, non sono solo legami sempre più importanti ma anche legami in cui la stessa mamma troverà gioia, conforto, tenerezza e sollievo.

Un problema di controllo?
La maternità porta con sé una serie di cambiamenti che non hanno solo a che fare con la gestazione dei nove mesi, ma portano ad una ristrutturazione in molte aree vitali: dalla coppia, al lavoro al proprio corpo. Per questo è spesso presente il timore di non poter controllare completamente la propria vita. Ad esempio può amplificarsi il timore di non sentirsi adeguate, in forma, sempre presenti o disponibili per il partner o sul lavoro. In questo senso è importante che la nuova mamma da una parte non sia troppo severa con sé stessa, ma anche, se lo desidera, potersi dare un tempo nel quale ricominciare a coccolarsi o a dedicare attenzioni al partner dopo il periodo del puerperio.

Troppe paure?
Molte delle ansie legate alla gravidanza sono legate ai timori relativi alla salute del bambino oppure al timore del parto. In questo caso il primo passo necessario è la partecipazione ad un corso di psicoprofilassi al parto, cioè un corso di preparazione e accompagnamento al parto. In questi corsi infatti è possibile sia conoscere e discutere i propri dubbi con professionisti e altre mamme, fare domande, apprendere tecniche di respirazione utili durante il travaglio e apprendere anche tecniche di massaggio infantile utili dopo la nascita. Insomma, la partecipazione è il primo modo per sentirsi meno sole e spaventate.

 

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