Lara Franzoni 7 luglio 2016 0

Le tre regole d’oro davanti ai capricci in vancanza

Semplici suggerimenti che indicano l'autostrada da seguire per risolvere i capricci anche quando siamo stanchi o in difficoltà

Le tre regole d’oro davanti ai capricci in vancanza

Fin dai primi mesi di vita, ad ogni mamma capita di chiedersi quale sia il modo più veloce per interrompere un capriccio prima che questo diventi una scenata nel mezzo del supermercato, una sgridata che mette tutti di malumore o un pianto infinito. Questo vale ancora di più per i capricci in vacanza, quando si ha voglia di recuperare il tempo perso in inverno, fare tante cose insieme, trascorrere tempo di qualità con i propri figli o semplicemente recuperare energie senza l’assillo di pianti e richieste.

Ecco alcuni semplici suggerimenti che indicano l’autostrada da seguire anche quando siamo stanchi o in difficoltà.

1) separiamo il capriccio dal resto del mondo. La prima regola d’oro per affrontare un capriccio è riconoscere il capriccio tra mille altre richieste di attenzione per i più disparati motivi. Se il bambino strepita per una richiesta assurda ma è stanco, questo non è un capriccio: è un bambino stanco e assonnato, che non si placherà nemmeno davanti al desiderio realizzato, perchè la vera ragione per cui fa i capricci è che è stanco e assonnato. E quindi va fatto riposare e rilassare. Lo stesso vale per mille altre situazioni: i bambini in preda ad altri bisogni importanti possono far convergere la loro attenzione temporaneamente su altro. Un bambino che fa un capriccio ma in realtà è affamato o si sente solo andrà nutrito e coccolato. Allo stesso modo quelli che possono apparire come capricci possono essere in realtà modi con cui il bambino cerca di esprimere il suo dispiacere o difficoltà davanti a richieste per lui senza senso, come ad esempio quando gli viene tolto un gioco che gli era stato dato un secondo prima.

2) il vero capriccio va ignorato. Una volta compreso che al bambino non ha esigenze fisiche o psicologiche che lo spingono a piangere o lamentarsi o fare continue richieste, allora possiamo decidere come comportarci davanti al capriccio; il modo migliore per farlo è ignorarlo: impresa non facile, ma utile. Questa difficoltà si sente soprattutto in alcuni momenti e ambienti: supermercati, situazioni pubbliche, riunioni familiari, uscita dall’asilo, spiaggia e ristorante e via dicendo. Le situazioni in cui è presente molta altra gente sono quelle che più imbarazzano i genitori che a quel punto fanno fatica a tenere fede ai propri principi per timore di essere giudicati cattivi genitori, insensibili o troppo severi.

3)non dire bugie. “La mamma non ha i soldini”, “siamo di fretta”, “ne ho già uno a casa, te lo do dopo”, sono scuse comode e veloci ma da usare con prudenza, solo nei casi emergenza! I bambini sono piccoli ma ricordano bene e soprattutto apprendono: se mentiamo loro, impareranno la lezione, la prossima volta non ci crederanno e soprattutto capiranno che anche la mamma dice le bugie.

In alcune situazioni, anche quando i genitori mettono in gioco tutte le proprie forze, i piccoli continuano a presentare capricci frequenti e incontenibili che stressano genitori e figli. In questi casi può rivelarsi utile un colloquio con uno psicologo che possa insieme ai genitori rintracciare alcune situazioni che concorrono a creare questa situazione, come ad esempio un cambiamento familiare, un momento di tensione, una nuova scuola, la nascita di un fratellino. Lo psicologo potrà indicare ai genitori le ragioni di un tale comportamento e indicare le modalità di opportune per risolverlo.

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