Lara Franzoni 28 maggio 2014 0

Bimbi con ADHD: l’esperienza di una mamma

Oggi anziché proporvi una serie di nozioni sul disturbo da deficit di attenzione/iperattività, abbiamo pensato di sentire l’esperienza diretta di una di voi: una mamma che quotidianamente affronta sfide e novità con i suoi due piccoli, al più grande è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Bimbi con ADHD: l’esperienza di una mamma

Come avete fatto ad accorgervi che il bimbo poteva avere un problema di iperattività? «Mi sono accorta che il bimbo era iperattivo fin da piccolissimo per le sue poche ore di sonno e di pianto frequente fin da neonato…Passato l’anno piangeva spesso, non sopportava la frustrazione nei giochi in cui non riusciva ed era molto difficile consolarlo. Una volta  inserito a scuola, sono riuscita a dare un nome a tutta questa sua inquietudine con il termine “iperattivo, con deficit d’attenzione e continui episodi d’impulsività“.»

La scuola o l’asilo vi sono sempre stati di aiuto? «Il mio bimbo passava frequentemente da un gioco all’altro, non riusciva a star seduto  anche solo per il tempo di una portata durante la refezione scolastica e si scontrava ripetutamente con i suoi compagni. L’asilo ci aveva dato delle indicazioni riguardo a chi rivolgerci, ma poi sta’ ai genitori decidere d’interpellare il centro di riferimento che possa dare un sostanziale supporto sia a casa che a scuola.»

Cosa manca per i genitori con bambini con iperattività? «Ai genitori manca un po’di comprensione da parte del mondo adulto che circonda il bimbo iperattivo, per esempio dai genitori dei compagni di classe…perché i bimbi spesso riescono a calibrare i loro rapporti senza bisogno delle interferenze esterne anche grazie alle maestre, ma alcuni genitori pensano che i bambini iperattivi siano maleducati o aggressivi e cercano di tenere un po’ a distanza i propri figli senza prima osservare davvero cosa succede».

Avete avuto difficoltà con i nonni o con altri fratelli del piccolo? «A volte è difficile spiegare l’iperattività ai parenti o ai nonni, soprattutto quando avvengono delle visite improvvise: il mio bimbo a volte se c’è troppa confusione avverte un disagio e inizia a diventare ingestibile perché lui ad esempio necessita della sua quotidianità ben scandita senza troppi stimoli esterni.
Con i fratelli bisogna essere bravi a bilanciare i richiami e i premi, perché i bambini con iperattività dovrebbero ricevere subito un feedback positivo quando i suoi comportamenti sono giusti. Questi bimbi di solito sono molto intelligenti ed avvertono molto la loro inadeguatezza nelle situazioni nuove o nei loro atteggiamenti.»

Grazie a questa mamma che ha condiviso con noi la sua esperienza!

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