Lara Franzoni 17 settembre 2014 0

Separarsi. Quando e come interviene lo psicologo

Dalla prevenzione alla mediazione, ecco come lo psicologo sostiene la coppia nell’affrontare questo difficile momento

Separarsi. Quando e come interviene lo psicologo

Molte sono oramai le applicazioni della psicologia nella vita quotidiana, ma, paradossalmente, proprio nei momenti di maggior conflitto, è difficile che la chiamata allo psicologo possa apparire alla coppia come una soluzione percorribile.

Invece, la separazione tra i coniugi è una di quelle situazioni in cui l’adulto, e purtroppo anche i minori, risultano sofferenti e a rischio di sviluppare un malessere psicologico: sensazioni di rabbia, preoccupazioni, confusione, tristezza normalmente accompagnano questo difficile momento.

Durante la separazione tra coniugi lo psicologo può intervenire utilmente almeno in 3 modi diversi per aiutare la famiglia: con la mediazione familiare, attraverso il sostegno psicologico e infine come consulente tecnico di parte. Questi 3 ruoli che subentrano in momenti e con finalità assai diverse, aiutano lui e lei a lasciarsi senza ulteriori ripercussioni sul benessere psicologico, fisico, ma anche economico della famiglia.

Prima di analizzarli però, facciamo almeno un accenno ad un prima: esiste un momento di grande conflittualità che precede la decisione di separarsi, in cui è sempre utile per la coppia rivolgersi ad uno psicologo per tentare una risoluzione della crisi coniugale attraverso la psicoterapia di coppia. Anche un intervento terapeutico individuale, quando sentito come necessario o consigliato dallo psicologo, rientra nelle possibilità che oggi la coppia ha per contenere la sofferenza vissuta, il ricomporsi delle liti e l’esplorazione di una riappacificazione.

In altre parole, prima dell’aiuto fornito dallo psicologo durante la separazione, è possibile intervenire attraverso la psicoterapia di coppia per sostenere i coniugi al fine di prevenire la separazione.
Tuttavia, quando la coppia decide in via definitiva di lasciarsi, dopo aver o non aver beneficiato dell’aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta allora ecco i modi in cui si può essere aiutati ad affrontare una separazione da uno specialista psicologo:

1) Nel caso della mediazione, l’intervento di uno psicologo risulta benefico perché permette alla coppia di parlarsi, andando oltre alle modalità introdotte dal conflitto (urla, ripicche, violenze fisiche e psichiche, vendette, strumentalizzazioni..). Coinvolge entrambi i partner e non i bambini: il tema degli incontri sono aspetti organizzativi, relazionali ed economici che possono emergere nella nuova quotidianità della famiglia. Dalle piccole cose alle grandi questioni, lo scopo è quello di prendere accordi condivisi e soprattutto decisioni concrete: quando il lavoro è ben fatto, la coppia apprenderà anche una nuova modalità di comunicazione che possa servire agli ex partner nel risolvere nuovi potenziali confitti che si affacceranno in futuro fuori dal percorso di mediazione.

2) Lo psicologo viene più spesso chiamato come fonte di sostegno psicologico nel momento in cui uno dei coniugi cerca aiuto per la fine del legame coniugale, vissuto come momento di fatica, angoscia, confusione. La separazione infatti si può delineare come il punto di partenza per una riflessione che coinvolga in modo più ampio la propria esistenza: ciò che si è fatto, quello che si vive e dove si va. Anche la relazione con i figli, oltre che con l’ex partner, rappresenta spesso il tema dei colloqui così come la gestione di alcune emozioni: la rabbia, la delusione, il risentimento che possono comparire nei mesi che accompagnano la fine del legame.

3) Lo psicologo come CTP: a volte il giudice, in sede di processo civile per la separazione, chiede ad un esperto una consulenza tecnica. In questo caso è un diritto delle parti (lui e lei) nominare i periti di loro fiducia, cioè un CTP = Consulente Tecnico di Parte. Il CTP ha il ruolo di assistere il proprio cliente e lo fa affiancando il CTU nell’espletamento del suo incarico (ad esempio essendo presente ai colloqui), appurando la correttezza metodologica della consulenza, eventualmente producendo ulteriore documentazione clinica. Il Consulente di parte può formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il CTU sarà giunto. Inoltre quando è lo psicologo ad avere il ruolo di CTP, assiste il proprio cliente spiegando gli obiettivi della CTU e aiutandolo ad affrontare questa situazione potenzialmente stressante.

Lascia un commento »