Lara Franzoni 24 febbraio 2017 0

Conseguenze psicologiche della diffamazione online: una ferita che si può rimarginare?

Vergogna, disturbo post traumatico, isolamento e depressione sono le reazioni più comuni alla diffamazione a mezzo internet e sui social

Conseguenze psicologiche della diffamazione online: una ferita che si può rimarginare?

Commenti, post in bacheca o nei gruppi, articoli o virgolettati, foto, recensioni negative: queste sono le forme che la diffamazione a mezzo internet può prendere. Il fenomeno della diffamazione on line può avvenire dentro un social network, in un forum o su un sito: in ogni caso transcina con sè conseguenze psicologiche dolorose e difficili da gestire.

Non dimentichiamo inoltre che la web reputation, cioè l’insieme delle informazioni e degli atteggiamenti riguaranti la reputazione on line, prima era un concetto che riguardava solo marchi e prodotti, ma ora riguarda anche personaggi pubblici e con la diffusione capillare delle nostre vite sui social, riguarderà sempre di più anche noi.

Gli accadimenti da cui nasce questa ferita emotiva possono avere conseguenze legali importanti poichè determinati comportamenti possono costituirsi come reato: in questa righe però ci concentreremo per comprendere quali siano i risvolti psicologici della diffamazione on line.

In primo luogo, la diffamazione online e sui social ha una caratteristica che la rende particolarmente dolorosa: le parole spesso non possono essere cancellate o, se vengono eliminate, hanno comunque già raggiunto una diffusione molto ampia che la persona non è in grado di controllare. Tale tipo di diffamazione tramite post, mesaggi, immagini,  genera ferite emotive che si rimarginano con fatica proprio perché fuori dal controllo del soggetto.

La prima grossa conseguenza della diffamazione on line è la perdita davanti agli altri di una positiva immagine di sè: questa situazione accende la vergogna e rappresenta uno degli aspetti più difficili da superare.

Il sentimento della vergogna, se protratto e diffuso nelle relazioni con gli altri, può far sviluppare comportamenti non adattivi, fino a vere e proprie patologie. La vergogna ha tre enormi conseguenze: impatta su quanto penso di valere (autostima) come mi percepisco (integrità) e cosa merito da gli altri (relazioni) . E’ charo quindi come questo sentimento spiacevole possa avere un impatto negativo verso la vita psicologica e sociale: se penso di non valere nulla e di non meritare niente questo non potrà che sollecitare forme di malessere diffuse di tipo psicologico e psicosomatico.

L’eccessiva vergogna può elicitare la formazione di disturbi psicologici, caratterizzati dalla paura del contatto con gli altri, flessione del tono dell’umore verso il polo negativo, agitazione, fino alla vera e propria depressione.

Un attacco e lesione alla propria immagine davanti agli altri a cui fanno seguito sentimenti e manifestazioni di significativa sofferenza può anche causare forme di sofferenza come il disturbo da stress acuto o il disturbo post traumatico da stress, sindromi che rientrano tra i disturbi correlati a eventi tramatici e stressanti. Come descritto nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (APA; 2014) tali manifestazione si caratterizzano per l’esposizione all’evento traumatico, sintomi di intrusione ed evitamento, alterazione dei pensieri e dell’umore, marcate alterazioni della reattività.

A carattere generale possiamo dire che le reazioni scatenate dalla diffamazione sono differenti da persona a persona e possono essere influenzate dalle condizioni psicologiche preesistenti agli attacchi on line: in altri termini, le ingiurie e le accuse, possono essere percepite in modo ancora più grave e dare adito a situazioni di sofferenza maggiore se poggiano su aspetti emotivi o di personalità che risultano salienti per il soggetto o per la sua attività. Un esempio? Pensiamo ad un attacco diretto alla persona e al suo aspetto fisico che avviene in un soggetto che generalmente soffriva di bassa autostima o ancora in fase di crescita e sviluppo: questi attacchi avranno un effetto ancora più esposivo.

Infine, dobbiamo sottolineare come la chiusura, l’isolamento e l’evitamento di situazioni sociali che seguono agli attacchi diretti all’immagine di sè, possono amplificare sentimenti di tristezza e sintomi depressivi, aprendo le porte a sifferenze più acute di natura depressiva, fino all’ideazione suicidaria.

Per tutte queste ragioni, coloro che affrontano situazioni di questo tipo, devono essere sicuramente supportati dalla vicinanza affettiva di una rete amicale e familiare in grado di sostenere la persona nel momento drammatico, co un aiuto che si collochi in primo luogo sul piano del reale prima ancora di quello online. Ma questo non sempre basta: per questa ragione chi affronta una diffamazione on line sente spesso il bisogno di essere adeguatamente consigliato e sostenuti sul piano legale e psicologico.

Cosa può fare lo psicologo in questa situazione?

L’intervento dello psicologo, oltre che alla comprensione del danno subito, è volto al supporto della persona nella ricostruzione di una quotidianità non dolorosa.
L’intervento dello psicologo, nel rispetto delle caratteristiche della persona e del suo contesto,  ha infatti lo scopo di:

aiutare il soggetto nel recupero della stima di sè e dell’autostima

aiutare la persona nella riattivazione delle proprie risorse e della propra rete di relazioni

aiuto nel reinserimento nella socialità

aiuto rispetto al tono dell’umore e dei sentimenti di ansia e angoscia

aiuto su sintomi specifici: insonnia, disturbi somatoformi

aiuto nel togliere le preoccupazioni relative all’immagine di sè “dall’agenda quotidiana”

ma soprattutto l’intervento dello psicologo ha lo scopo di dare un senso e un significato a quanto accaduto, al fine di rendere la ferita emotiva in un’esperienza che sia più gestibile autonomamente dalla persona.

Grazie per aver letto fin qui questo articolo, se desideri chiedere un appuntamento pui scrivere qui http://www.psicologiadicoppia.com/contatta-psicologa/

 

Bibliografia

Conseguenze civili del reato e nuovi tipi di danni, di Stefano Di Pinto

La Vergogna, di Luigi Anolli

 

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