Lara Franzoni 12 aprile 2017 0

La valutazione neuropsicologica nell’anziano

Una valutazione neuropsicologica, attraverso la raccolta di dati sulle prestazioni di memoria, ragionamento, linguaggio, percezione, permette di comprendere il funzionamento delle funzioni cerebrali in pazienti che si sospetta presentino disturbi neuropsicologici, neurologici o psichiatrici.

La valutazione neuropsicologica nell’anziano

Le valutazioni neuropsicologiche vengono richieste allo psicologo nei casi di affaticamento cognitivo, perdita della memoria, sensazioni di confusione o episodi di disorientamento oppure altri cambiamenti nel funzionamento cognitivo.

La valutazione è opportuna anche in presenza di lesioni cerebrali, sospette demenze o ritardi mentali: lo scopo infatti è quantificare la presenza di uno o più deficit e valutarne l’evoluzione.

La valutazione neuropsicologica per l’anziano ha inoltre un importante obiettivo: di distinguere le normali modificazioni cognitive legate all’invecchiamento dalle alterazioni patologiche proprie della demenza in fase iniziale o raccogliere dati per formulare una diagnosi differenziale.

Infatti, la possibilità di descrivere in modo approfondito il funzionamento cognitivo di un paziente consente di individuarne non solo i deficit, ma soprattutto le abilità cognitive integre, che sono il necessario punto di partenza per una corretta impostazione del progetto riabilitativo e di cura e per il sostegno psicologico al paziente.

Ma quali sono le aree indagate nella valutazione neuropsicologica?

Lo psicologo nel corso dell’incontro di valutazione, avrà cura di indagare l’efficenza di :

Memoria, Memoria a breve e lungo termine, Memoria di lavoro, Memoria episodica, Memoria autobiografica, Memoria incidentale

Linguaggio, Comprensione verbale e scritta, Produzione linguistica, Fluenza fonemica e semantica

Percezione visiva, Capacità visuo-spaziali e Pianificazione

Orientamento spazio-temporale

Ragionamento Logico, Astrazione, Capacità di compiere stime

Attienzione, Attenzione selettiva, Attenzione sostenuta, Attenzione divisa

Lo psicologo inoltre valuterà lo stato affettivo e l’umore, attraverso il colloquio o attraverso la somministrazione di test, al fine di compredere lo stato di benessere psicologico o l’eventuale presenza di sintomi ansioso-depressivi che possano influenzare le prestazioni cognitive.

Ma come avviene concretamente la valutazione?

Dopo aver condotto l’anamnesi, lo psicologo ha a sua disposizione una grande quantità di tests standardizzati per poter stabilire l’efficenza delle funzioni cerebrali. Questi tests, comporti da materiale vario e diversificato, permettono infatti di stabilire il livello di funzionamento anche tenedo conto di età e scolarizzazione.

Al termine della valutazione neuropsicologica per l’anziano, lo psicologo spiegherà in un breve colloquio i risultati dei test e se necessario indicherà ulteriori passi o azioni da compiere. Lo psicologo inoltre produrrà una relazione scritta che lui o i familiari potranno portare alle successive visite e accertamenti, per esempio dal medico di medicina generale (medico di base) oppure dal neurologo o dal geriatra.

Di seguito solo alcune condizioni, tra le molte condizioni, nelle quali viene è necessario effettuare un’attenta valutazione neuropsicologica:

  • valutazione neuropsicologica a seguito di cambiamenti nel funzionamento della memoria, sensazioni di confusione o episodi di disorientamento
  • valutazione neuropsicologica delle funzioni cognitive nel post-ictus
  • valutazione a seguito di diagnosi di Trauma Cranico
  • valutazione neuropsicologica precoce del decadimento cognitivo

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