Lara Franzoni 19 maggio 2014 0

La psicoterapia è utile agli adulti anziani?

Prima di tutto: cosa succede nella vita della persona anziana?

La psicoterapia è utile agli adulti anziani?

Nelle terza età sovente gli anziani si trovano ad affrontare uno o più eventi critici: il pensionamento proprio o del partner, la diminuzione dei ruoli sociali, la diminuzione del desiderio sessuale, conflitti relativi ai temi dell’autonomia e della dipendenza, la diminuzione della possibilità economiche, il decesso di fratelli e partner oppure l’ ingresso in una casa di riposo. Questi eventi stressanti possono diventare fonte di tensione, soprattutto se affrontati in solitudine.

Esiste una psicoterapia per le persone anziane?

L’attenzione per la psicoterapia rivolta ad individui anziani, è stata per lungo tempo trascurata. Sintomi ansiosi e depressivi possono precedere o accompagnare Alzheimer, Parkinson, ictus: frequente è nella terza età la depressione mascherata dalle cosiddette “lamentele somatiche” cioè da disturbi fisici che in realtà hanno a che fare con il benessere psicologico della persone. Ma, in generale, il disagio psico-affettivo influisce su tutti gli eventi patologici nella terza età, complicando le cure di altro tipo.

E’ possibile che una persona anziana che fa psicoterapia poi stia meglio?

Diversamente dal passato, si ritiene che gli anziani che attraversano la terza età siano capaci di nuovi apprendimenti e siano dotati di possibilità evolutive. Nella persona anziana l’equilibrio dei sistemi bio-psico-socio-relazionali è piuttosto fragile: un momentaneo stato depressivo nella terza età può produrre problemi funzionali e motori, uno scompenso diabetico episodi psichiatrici, l’insorgenza improvvisa di una demenza mettere in crisi un’intera famiglia.

Ma le persone anziane vogliono andare dallo psicologo?

Purtroppo, anche per mancanza di un’informazione adeguata, fra gli anziani che hanno bisogno di ricorrere alla psicoterapia sono di gran lunga prevalenti la riluttanza, la vergogna, o la non consapevolezza di soffrire di un disturbo mentale e la tendenza, anche da parte dei familiari, di ritenerlo inevitabile e incurabile, soprattutto quando la sintomatologia è di tipo depressivo, come se “essere un po’ giù” fosse parte stessa dell’invecchiare. Il lavoro psicoterapeutico con l’anziano nella terza età non può prescindere da un’adeguata considerazione del sistema familiare e dalla qualità delle relazioni presenti al suo interno.

Com’è la psicoterapia con l’anziano?

L’intervento di psicoterapia con l’anziano nella terza età ha tre obiettivi:

1. la preservazione delle competenze

2. l’incremento delle competenze

3. il recupero delle competenze

La psicoterapia con l’anziano può prendere diverse forme, cioè modalità con cui la famiglia e il paziente anziano possono essere sostenuti: incontri individuali, di gruppo e familiari. Per quanto concerne il percorso attuabile nella terza età, è opportuno che sia articolato in due fasi:

  • fase di valutazione, talvolta con l’uso di test specifici per il paziente anziano
  • presa in carico psicoterapeutica

La fase di valutazione prevede una comprensione del disagio del paziente tale da permettere allo psicologo il confronto dei sintomi di due o più patologie simili: la diagnosi corretta permette, ad esempio, di discernere tra sintomi depressivi dovuti a decadimento cognitivo o una vera e propria sindrome depressiva.

E’ possibile fare incontri di gruppo nella terza età?

Nella terza età i gruppi sono di grande utilità per la conoscenza dei disturbi e per la promozione della migliore modalità di gestione del malessere, per lo scambio di informazioni e il supporto. I vantaggi del gruppo sono diversi per l’utenza anziana, poco abituata all’idea di psicoterapia, tra cui la possibilità di constatare l’integrità delle proprie competenze sociali e di sperimentare nuove forme di solidarietà tipiche della terza età.

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